Quando l'estate volge al termine, il banco della frutta regala uno dei suoi doni più generosi e meno celebrati: il fico. A differenza di mele, banane o arance, che troviamo tutto l'anno sugli scaffali, il fico fresco ha una finestra molto breve, concentrata tra fine agosto e settembre. Proprio per questo merita un posto d'onore nella dieta di stagione.

Cos'è davvero il fico

Da un punto di vista botanico il fico non è un frutto in senso stretto, ma un'infruttescenza carnosa che racchiude al suo interno moltissimi fiori minuscoli. Ne esistono oltre cento varietà, ma le più diffuse sul nostro territorio sono quella verde, quella nera e quella violacea.

Le proprietà nutrizionali

Il fico, soprattutto nelle varietà a buccia scura, è una fonte interessante di:

  • Fibre, in particolare quelle insolubili, utili per la regolarità intestinale
  • Antiossidanti, che contrastano lo stress ossidativo delle cellule
  • Minerali come potassio, calcio e magnesio
  • Vitamine del gruppo B e piccole quantità di vitamina A

Un accorgimento importante

Il fico maturo contiene anche una quota non trascurabile di zuccheri semplici, soprattutto fruttosio. Questo non lo rende un alimento da evitare, ma un frutto da inserire con equilibrio nella propria alimentazione, calibrando la porzione in base ai propri obiettivi nutrizionali: un aspetto che, come spiego spesso durante le consulenze, vale per qualsiasi frutto stagionale particolarmente dolce.

Come inserirlo nella dieta

Il fico fresco si presta sia a preparazioni dolci che salate: abbinato a un formaggio poco stagionato, in un'insalata con noci e rucola, oppure semplicemente come spuntino di metà mattina. La cosa migliore resta comunque approfittarne finché dura la stagione, magari raccogliendolo direttamente dall'albero.